Silvia Lombardo, La Ballata dei Precari
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Ho sempre avuto un’attività onirica piuttosto delirante. Una volta da bambina sognai me stessa adulta: ero grande come mamma e papà, ma non lavoravo, ero povera e vivevo ancora a casa. Non dissi niente ai miei. Era il 1986. Mi avrebbero presa per pazza. “È solo un incubo, tesoro: siamo la settima potenza economica mondiale, non succederà mai!”
Oggi mi ritrovo trentatreenne, con 14 anni di precariato alle spalle e una puntualissima rata mensile di 265,73 euro, detratta dal mio conto in banca causa prestito contratto per pagare tasse e Inps. Fra un debito e l’altro è nata La Ballata dei Precari, film in 6 episodi sul precariato scritto da precari, in uscita nelle sale (forse) a settembre. Doveva essere una trilogia. Poi io, Tiziana Capocaccia e Giordano Cioccolini – psicologa e architetto precari, miei amici di vecchia data – ci siamo lasciati prendere la mano. Con la troupe ci siamo messi insieme via web, come in una tecno-storia d’amore. All’annuncio “cercasi elementi troupe per film indipendente/no budget sul precariato” hanno risposto in molti. Non ce lo immaginavamo: gente che risponde ad un annuncio per lavorare gratis. Possibile, quando l’alternativa è lavorare gratis per chi i soldi per pagarti ce li avrebbe eccome.

 

 

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Appunti di regia


STRAGISTI

Stagista per grande magazzino. Stagista per stabilimento balneare. Stagista con precedente esperienza di stage. Sono annunci veri, tratti dalla mia collezione privata. Al decimo lavoro senza retribuzione, è inevitabile sviluppare almeno una delle seguenti patologie psichiatriche: sindrome maniaco-depressiva, disturbo bipolare, tendenze suicide, pseudologia fantastica (da somministrare a parenti ed amici per metterli a tacere quando ti chiedono “Come va il lavoro?”).
È così che Mauro comincia ad avere fitte conversazioni con la sua Coscienza, un moderno Lucignolo in giacca e cravatta, che lo convince a prendere in ostaggio il suo capo. Per sfortuna di Mauro, il precariato non è solo di questo mondo: anche alle coscienze capita, a volte, di essere licenziate sul più bello…

 

OPERA-I

Bella la satira in forma di musical. Prendi una canzone, cambi le parole. Ma l’ombra della Siae si staglia sugli sceneggiatori della Ballata come un presagio di morte, querele e debiti. La soluzione per chi non può pagare i diritti? Autori trapassati da più di 90 anni.
E allora via con l’Opera e con gli “Opera-i”, giovani che lavorano in un assurdo call-center e cantano la loro ribellione sulle note di Mozart e Rossini. Si arrangiano fra mille lavori. Anche il clown alle feste per bambini: “Ridi pagliaccio, sul tuo futuro infranto. Ridi del duol, che t’avvelena il cor”.

 

2050

Scuola Holden. Seminario di sceneggiatura. “Scrivete di cose che sapete, conoscete, vivete.” Nonostante da 6 mesi io sia finalmente lontana da 10 anni di ufficio e pile di scartoffie superate in altezza solo dai miei numerosi contratti, continuo a sentirmi una precaria. Di cosa dovrei scrivere, quindi?
Presento una sceneggiatura di 10 pagine su tre ex precari che, a 70anni, si ritrovano a vivere in strada. Aspettano in fila davanti ad una porta con un numero tatuato su una mano. “Il lotto 435 è architetto, particolarmente indicato per giovani coppie che devono arredare il loro nido d’amore!” Oltre la porta, uno studio televisivo. Una presentatrice batte all’asta l’architetto che verrà venduto come aiuto domestico.

 

MASTERIZZATI

Tavola calda. Due amiche sedute davanti a un’insalata: piatto unico, costa meno anche se detesto brucare. 30 anni io, 33 lei. Ilenia: architetto, arredatrice, specializzata in allestimento spazi espositivi.
Mi fa: “Devo dirti una cosa”.
È incinta? Si sposa? Cambia casa? Più sconvolgente: ha trovato lavoro?
“Mi sono iscritta a un master.”
Ilenia, è il settimo!  È una droga!
“Sì, ma questo ha lo stage a fine corso” mi dice, con gli occhi sbarrati da crisi d’astinenz. “È la volta buona, me lo sento!”
Ecco qua: ho un altro episodio, servito su un piatto d’argento.

 

L’AMMORTIZZATORE

Ho scoperto che il mal di denti è roba da adulti, categoria dalla quale a quanto sembra sono stata esclusa. “Mamma ho una carie. Brutta: cura canalare e ricostruzione. 800 euro.  No, mamma, ci penso io.” Cosa vuoi pensarci tu, che guadagni 650 euro al mese e ne paghi 800 all’anno solo per l’assicurazione della macchina, se così si può definire la lattina verde e arruginita, solo bene da me posseduto.
L’unico vero ammortizzatore sociale per i giovani del nostro paese sono i genitori. Che si sacrificano per aiutare i figli. Portato alle estreme conseguenze, il sacrificio vuol dire morte.

“Figlio mio, se stai leggendo questa lettera vuol dire che noi non siamo più lì con te. So che sarai triste, ma non devi. Anche se ti sarà difficile capirlo, noi lo abbiamo fatto per il tuo bene.”

 

NINNA NANNA NINNA NO

Intercity Torino-Roma 7.45h previste, 8.25h effettive:  il viaggio della speranza. 35 euro contro i 70 circa dell’Eurostar . Davanti a me, una donna col pancione. Giovane, avrà la mia età. Poi ci ripenso e faccio due più due: sarà senz’altro precaria! Immagino il complicato gioco strategico della riproduzione a progetto:
Partecipanti: un uomo, una donna, due contratti precari, una ginecologa inventrice
Scopo del gioco: riuscire a incastrare e programmare parto, allattamento e scadenze contrattuali
Possibili strategie: sperare in un parto prematuro ad hoc, ossitocina sempre in borsa, ricorrere alla cintura per mamme precarie con monitoraggio del feto, display per inserimento delle scadenze contrattuali e bottone di emergenza rimanda-contrazioni…

 

I NUMERI DELLA BALLATA DEI PRECARI

6 registi

7 sceneggiatori

11 ballerini

21 anni, l’età della più giovane delle registe

26 anni, l’età media della troupe

31 giorni di riprese

35 attori

52 ore di girato

75 i componenti della troupe

122 comparse

122 metri di pluriball, materiale ultraeconomico impiegato dai nostri scenografi

350 lecca lecca consumati da troupe e cast durante le riprese. Una sorta di economico rito scaramantico.

3 i componenti della troupe che a fine riprese si sono trasferiti all’estero

 

I PRECARI DANNO I NUMERI

3.941.420 lavoratori precari, secondo lo studio CGIA del 2010

351.659 i precari del pubblico impiego, di cui circa 200.000 precari della scuola

1.068 euro lo stipendio medio di un under 35, il 25,3% in meno di un coetaneo con impiego fisso

26,7 la percentuale dei compensi che un giovane impiegato, mascherato da imprenditore partita iva, deve versare all’Inps

120 circa i CV inviati in media da un precario ogni anno. Il 3% riceve una risposta. Che nel 95% dei casi è “Grazie per l’invio, inseriremo il suo CV nel nostro archivio”.

1 su 4 gli italiani oggi a rischio povertà

 

http://www.laballatadeiprecari.com

  1. ilaria mele

    brava silvia!!!!
    personale e universale…che dire…
    bravissima!!!

  2. nemoravi

    Ogni volta che vedo il trailer mi piace sempre di più :) La troviamo una sala disposta a proiettarlo ad interim?! Che sò, tra un Pirati dei Caraibi e un Habemus papam, per esempio!

  3. Silvia Ortolani

    Anche a me piace troppo… ogni volta che lo guardo ho le lacrime agli occhi… un po’ per come siamo ridotti (e quelle sono di dolore) e un po’ per l’ironia del film…secondo me, noi precari.. come tutti gli esseri viventi su questa terra.. stiamo subendo delle mutazioni genetiche per poter resistere alla società odierna… adesso riusciamo anche a ridere di situazioni catastrofiche…
    Ma “occhio!” chi è che diceva… “una risata vi seppellirà” ;)

  4. Ilenia

    Ancora me lo ricordo!!! Ahahah… Bellissimo… Posso smettere quando voglio!!! Hihi cmq mercoledì comincio uno stage come cake designer…

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