Le pagelle di D’Orrico sugli esordienti di Granta Italia n.3 – “La prima pagella. Il talent show letterario d’Italia nella mitica rivista Granta”
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“Corriere della Sera” – “La Lettura”, 6 maggio 2012
di D’Orrico Antonio

La fortuna o, per meglio dire e usare una volta tanto il termine non invano, il mito della rivista «Granta» cominciò negli anni Ottanta con Bill Buford che credeva e propugnava una letteratura alla Truman Capote di A sangue freddo. Secondo i canoni di quello che era stato chiamato new journalism e che si poteva riassumere nello slogan di Ezra Pound: «Literature is news that stays news» (la letteratura è una notizia che resta una notizia). Ora «Granta» è diventata una rivista multinazionale, uno dei pochi casi, se non l’unico, di franchising letterario. Ma non si tratta solo di sfruttamento di un marchio di successo. «Granta Italia», ad esempio, ama stressare le invenzioni della casa madre spingendole verso conseguenze estreme. E il caso del numero di maggio che propone una specie di talent letterario riservandolo però non agli scrittori emergenti già pubblicati (come fa tradizionalmente la rivista originaria), ma aprendolo ai debuttanti quasi assoluti, a chi non ha mai pubblicato in proprio un libro. Per rendere ancora più dura la sfida, la redazione della rivista mi ha chiesto, in qualità di pagellista della «Lettura», di esaminare le prove dei candidati nella maniera più spietata possibile. Sarebbe quasi superfluo aggiungere che si tratta solo di un gioco e che lo giocherò con la disposizione d’animo con la quale il grande Morgan fa il giudice a X Factor. Entri il primo concorrente del nostro contest.

Luciano Funetta (Gioia del Colle, 26 anni, vive a Bologna) con il racconto Gli occhi della montagna. Durante una guerra imprecisata un soldato viene trasferito nei cunicoli sotterranei di una montagna dove hanno luogo sorprendenti riti. Incipit buono: «Gli ufficiali della prima linea mi spedirono nei cunicoli quando si accorsero che mi mancava qualche rotella». Giusto finale: «Guardai la mano. Era vuota». Categoria: neo-buzzatiano (un Deserto dei Tartari underground). Voto: 6 e mezzo

 

Chiara Marchetti (Isola Tiberina, 27 anni, vive tra Roma e Torino) con Martino. Una ragazza assiste un’amica gravemente malata e ritrova, come medico, un amico d’infanzia ed ex fidanzato. Incipit splatter: «La lucertola esplode in piccoli pezzi contro il mattonato bianco del portico». Finale da pubblicità progresso antitabagistica (in linea con l’argomento trattato): «Il vento spazza via il mozzicone spento e lo allontana dalla mia scarpa». Categoria: viva la sfiga (in salsa holdeniana, nel senso dell’omonimo istituto torinese). Voto: 5

 

Roberto Risso (Monza, 34 anni, insegna in America) con Pesca con l’arco. I giochi pericolosi di tre ragazzini con esplosione di follia. Incipit (brutto, lungo e un po’ Marcella Bella) «Fuori dalla finestra rigata di pioggia grosse nuvole che sembravano fatte di terra premevano sulle montagne verdi…». Finale in stile e-così-sia: «E venne verso di me senza parlare, un sorriso vuoto sulle labbra lucide di pioggia e saliva». Categoria: post-hemingwayano con risvolti da tranquillo week end di paura. Voto: 6 e lode (aurea mediocritas)

 

Piergianni Curti (Torino, 69 anni, docente di matematica all’università) con L’dme des poètes. Segreti di una famiglia a suo modo felice che non somiglia alle altre famiglie felici Incipit come si deve: «Mio padre era professore di latino al liceo». Finale come si deve: «Svestendomi in silenzio beato della scelta caduta su questa famiglia speciale, toccata dall’amore di Anna». Categoria: dotato ma un po’ datato con tendenza a strafare. Voto: 6 e mezzo

 

Danilo Deninotti (Mondovì, 32 anni, vive a Milano) con San Siro. Spaccato di vita giovanile quotidiana milanese all’epoca dei cococo. Incipit da pomeriggiare pallido e assorto: «Il venerdì mi dà il benvenuto alle cinque e mezza del pomeriggio, e come al solito sono ancora in pigiama». Finale da figurine Panini: «”Almeno questa, attaccala” mi dice». Categoria: siamo dentro l’unhappy hour. Voto: 6 di solidarietà

 

Francesca Marzia Esposito (vive a Milano, insegna danza, si nasconde l’età) con Conticini d’autunno. Bilancio di una 33enne separata con un figlio e appena licenziata. Incipit da raccolta differenziata: «Esco sul retro, Pami sta svuotando il secchio dell’umido». Finale da compiti a casa la domenica sera: «Do un’occhiata alla pagina precedente, giusto per riprendere la mano, dunque, tre pensierini dell’autunno…». Categoria: brava con l’anima. Voto: 7

 

Michele Di Palma (39 anni, vive e lavora a Milano ma non penso proprio che sia di Milano) con Il dominus. Peripezie di un praticante in uno studio legale dalle parti di Nola. Incipit che vale un ace a tennis: «L’avvocato Baratto porta i soldi in tasca come un benzinaio». Finale da standing ovation allo stadio San Paolo: «Nicò, se vogliamo rimanere sul classico…». Categoria: la letteratura italiana è un’espressione geografica (e sarà salvata dai meridionali). Voto: 9

 

Mari Accardi (Palermo, 35 anni, laureata in lingue, insegna agli immigrati) con L’erba del vicino è più verde del previsto. L’educazione sentimentale (e oltre) di una ragazzina dagli otto ai quattordici anni. Incipit classico (tipo «La Marchesa uscì alle cinque»): «Le figlie della signora Billeci mi avevano invitato a giocare con loro». Finale da ricerca del mondo perduto di Barbie&Co: «Per tanti anni avevo cercato un pennarello speciale per allargare le pupille di Big Jim…». Categoria: i bambini si guardano e si toccano anche. Voto: 7

 

Leonardo Staglianò (34 anni, ha studiato sceneggiatura a New York) con Ci sono ventisette modi per uccidere un uomo. Sicari dal destino incrociato. Incipit tipo l’hai-già-detto-nel-titolo: «Rocco, figliolo, ci cono ventisette modi per uccidere un uomo». Finale (aritanga): «Ti ho insegnato come uccidere un uomo, Rocco, ma non posso insegnarti come morire». Categoria: tesina di laurea in sceneggiatura. Voto: 5 Stefania Bruno (32 anni, dottoranda in storia del teatro) con Aldo. Tragica festa di compleanno di una ultra-sessantenne con gelosie (anche canine) e tradimento coniugale. Incipit esagerato: «”Deve morire!” dice Rita». Finale in cauda venenum: «Chiude gli occhi, si mette una mano sul petto e ascolta il suo cuore, che batte lento e regolare». Categoria: niente vi sarà risparmiato (cari lettori). Voto: 6 e mezzo Laura Toffanello (Torino, si nasconde l’età ed è, tra le altre cose, una «creativa freelance») con Il coro. Tranche de vie (e de mori) carceraria. Incipit manzoniano (Il cinque maggio) «Il detenuto è sdraiato per terra, immobile». Finale aperto: «La rivolta dell’elefante è cominciata». Categoria: vieni avanti, creativo. Voto: 3

 

Gli altri concorrenti sono stati giudicati non classificabili. The winner is Michele Di Palma. Il suo racconto, Il dominus, è un pezzo di un romanzo che se fossi un editore pubblicherei subito (e se fossi un produttore ne farei un film, organizzando un casting straordinario per trovare il giusto interprete dell’impagabile e impareggiabile avvocato Baratto, quello che porta i soldi in tasca come i benzinai). Complimenti di cuore a Di Palma (e anche alla seconda e terza classificate: Francesca Marzia Esposito e Mari Accardi). E buona fortuna a tutti.

 

Il terzo numero di «Granta Italia», l’edizione nazionale della prestigiosa rivista letteraria nata negli anni Ottanta a Cambridge, propone 15 racconti di scrittori esordienti, selezionati e presentati da 7 importanti scout italiani, scuole di scrittura, consulenti editoriali, premi e riviste specializzate: Esor-dire, Lalienascritta, Oblique Studio, Premio Italo Calvino, Roland, Scuola Holden e ‘Tina. Unica condizione: gli autori non hanno mai pubblicato romanzi o raccolte di racconti su carta. Una grande sfida per valorizzare il talento, una prima mappatura del livello sommerso del panorama letterario italiano, per capire chi sono gli scrittori di domani e intorno a quali temi hanno scelto di cimentarsi. La rivista, edita da Rizzoli (pagine 192, 20), sarà in libreria dal 9 maggio L’incontro «Granta Italia» numero 3 viene presentata in anteprima domani, 7 maggio, alle ore 21 al Circolo dei Lettori di Torino (Palazzo Graneri della Roccia, in via Bogino 9). Intervengono: Paolo Zaninoni, direttore editoriale «Granta Italia», e John Freeman, direttore editoriale di «Granta UK». 

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