Gianni Agostinelli, La morte del grande artista
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Verità per verità io ho una punta di fastidio che forse è più di una punta.

Oggi è morto un grande artista e tutti lo celebrano su internet, in televisione, alla radio e domani e i giorni prossimi sui giornali. Era un cantante italiano molto noto, amato e apprezzato e io comunque ho una punta di fastidio. Forse qualcosa di più di una punta.

Oggi quando tornavamo col pullman io stavo zitta in un angolo e gli altri invece parlavano di questo fatto grave. E ognuno aveva un bell’aneddoto mentre io non avevo niente per le mani, nemmeno un ricordo. All’inizio mi sforzavo di aggrapparmi a qualcosa per celebrarlo anche io come fosse stato un mio idolo, invece niente. E nemmeno mamma lo ha mai sopportato e papà non ascolta musica. E così io di quest’artista di primo livello non sapevo proprio cosa dire. Addirittura un paio di bambocci si sono girati verso di noi canticchiando un grande successo del cantante morto. Hanno trovato questo coraggio dopo che sono sei mesi che mi guardano con la coda dell’occhio mentre salgo e oggi, visto che è morto uno dei migliori cantautori e loro sapevano a memoria una canzone, si sono sentiti più forti e mi guardavano cantando e non erano nemmeno arrapati come sempre. Avevano il lutto.

© Luca Giorgi – www.lucagiorgicomics.com

Martina ha detto che suo cugino, che prima di oggi pomeriggio manco sapevo fosse suo cugino, Tommaso, insomma dice che suo cugino Tommaso ha visto un concerto a teatro del grande artista scomparso e che adesso sarà a pezzi e così gli manda un sms e ce lo fa leggere l’sms e lei ha scritto “Fatti forza, t sn vicina in qst momento e ricorda Vola+in alto e nn cascare!”. Vola più in alto e non cascare è un verso di uno dei tanti successi dell’artista morto e Martina dopo una pausa in cui ha finito di mangiarsi le unghie se l’è ricordato quel verso famoso e l’ha scritto e l’ha canticchiato mentre lo scriveva e poi ha detto Inviato. E la radio del pullman ha iniziato in quel momento Principessa che è un altro grande successo dell’artista morto. Ci aveva vinto Sanremo ha detto la speaker quando è finita. Io stavo zitta che Romina ha detto che suo padre ha anche i 45 giri e gli lp del cantante scomparso e che se non ci crediamo ce li fa vedere, però non oggi pomeriggio, magari domani sera che oggi sicuramente dovrà fare forza a suo padre per questo lutto improvviso.

Un dolore che ci lascia attoniti ha detto il radiogiornale, sbalorditi. Io intanto mi ero arresa e non pensavo più a qualche aneddoto con questo grande cantante perché non avevo ricordi buoni da spartire e mi era girato il culo che adesso se avessi detto qualcosa sarebbe stata una goccia nell’oceano e non avevo intenzione di dire qualcosa per farmi ignorare. Adesso l’autista ha fatto salire quelli del geometri e dell’alberghiero e c’è Balo, il ragazzo di Martina che arriva con le spalle giù come le sopracciglia e dice Hai sentito amore? E Martina tira su col naso e dice Sì e poi si baciano e si abbracciano dondolandosi da una parte all’altra che lui ha ancora lo zaino e non si accorge ma lo dà in testa a una del secondo seduta lungo il corridoio che si irrigidisce ma non dice niente.

Poi Balo fa una cosa assurda che me lo fa invidiare a morte e sono sicura che è una coincidenza incredibile come non ne capitano mai. Si stacca da Martina, fa cascare lo zaino a terra e dice Guardate e alza la felpa e sotto ha una t-shirt, indovina un po’ di chi. Del grande artista scomparso che a questo punto è il suo cantante preferito. Incredibile botta di culo. E tutti lo guardano e lui si gira su se stesso per farla vedere a tutto il pullman che c’è partito stamani con quella maglia da casa e infatti, specifica, A ricreazione si è sparsa la voce e non potevo saperlo. Lo amavo, dice. È un giorno che ricorderà in eterno perché tutti lo stanno guardando e Martina, quella troia, gli si butta subito addosso con gli occhi gonfi e dice Ohhh amore amore amore amore mio vieni qui. E lo bacia sulle guance e tutti e due iniziano a piangere e anche l’intero pullman inizia a piangere.

Io vorrei piangere ma per altri motivi, che nessuno sa. Mi piacevano alcune canzoni ma mica tutte. Un paio. Un concerto non l’avrei mai visto, per dire. In quel momento ho sperato che il giorno dopo morisse uno dei miei preferiti. Sono anche rientrata in camera sbattendo la porta e cercando nell’armadio qualche maglietta, biglietti strappati, orecchini o gli occhiali fluorescenti che si vendono ai concerti. Ho ritrovato pure una foto autografata. Li ho messi tutti nello zaino i miei ricordi musicali, per domani. Ho fatto una lista dei miei cantanti preferiti e poi la classifica di quelli che avrei voluto vedere morire prima. Non ho potuto metterli tutti sul quaderno perché alcuni piacciono a tutta la classe e io invece voglio essere guardata come quella troia di Martina, che lo sapeva che tutti la stavamo guardando e ha fatto quella scena madre ed era raggiante, le brillavano gli occhi quando gli si è stretta al collo, e come Balo, appunto, che oggi sono sicura è il giorno più bello della sua vita.

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