PRIVATE di Antonio Pascale
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Il libro giusto al momento sbagliato

L’arte di amare di Erich Fromm, dove si distingueva l’amore maturo da quello immaturo. Quello maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo; quello immaturo: ti amo perché ho bisogno di te. Nel primo caso l’amore è complemento oggetto, nel secondo caso lo è il bisogno. Fromm dava molto importanza alla parola amore e non al bisogno. Mi giocavo questa frase con le ragazze, solo che mi sbagliavo sempre e dicevo “ti amo perché ho bisogno di te”. Poteva anche non essere grave, il problema era che negli anni Ottanta, a Caserta, tutte le ragazze avevano letto Fromm, e quindi mi scoprivano sempre: allora non mi ami davvero, hai solo bisogno… Come ho detestato Fromm. Il fatto è che eravamo un ceto povero di esperienze sentimentali e tuttavia bisognoso di una teoria più o meno nobile a supporto della suddetta mancanza.


Il libro della vergogna

Mein Kampf.


Il libro citato e mai letto

Durante la giovinezza un sacco, una delle caratteristiche di una certa cultura provinciale era quella di leggere i saggi che parlavano di libri e scrittori, così in una solo pagina avevi sia la citazione dello scrittore sia il giudizio del saggista: lo facevi tuo e il gioco era fatto. Ma con l’età ho smesso completamente.


Il libro prestato e mai restituito

Non mi ricordo, per fortuna i libri non costano tanto e si possono ricomprare. Forse però c’è un altro motivo di questa mia dimenticanza: ho prestato libri a ragazze con le quali ho avuto una storia d’amore. A volte le storie (e i libri prestati a questa storia) sono finite male e quindi non meritano di essere ricordate, altre volte sono state così belle che ricordartelo fa male. Il prestito (di un libro o di altro) in fondo è la speranza che qualcosa frutti una ricompensa in seguito e ti venga restituita. Soprattutto come l’amore.


Il libro di un discorso amoroso

Vedi sopra.


Il libro di un luogo da dimenticare

A Procida, nei primi anni Novanta, in vacanza con Francesco Piccolo, la sua fidanzata Gabriella D’Angelo e la mia (d’allora), Rosaria, lessi Ubik di Phil K Dick. Il sole, il mare, la barca, le belle giornate, non immaginavo che quel libro stava descrivendo non un ipotetico futuro, ma quello che sarebbe successo tra me e la mia fidanzata, in un futuro prossimo, quasi attuale: ci saremmo lasciati a settembre in un modo subdolo, lento, una morte dovuta a una repentina sensazione di peggioramento, insomma quella dichiarazione di Dick, che, nel libro, dà via al colpo di scena: “io sono vivo, voi siete morti”. Quella frase parlava di me e di Rosaria. Le belle giornate estive, la barca di lusso di alcuni amici (che ci ospitavano), i tuffi in mare aperto, la brezza marina che al ritorno, al tramonto, sollevava i capelli di tutti noi, facendoci apparire più forti e più belli, insomma tutto questo strideva, con quel senso di morte dell’amore. Ragioni misteriose oppure fisiologiche, boh?


Il libro matrioska, che non si finisce mai di capire

Un racconto lungo di Cechov, La steppa. “Perché iddio concedi questi occhi malinconici e belli a uomini deboli, disgraziati e inutili e perché essi ci piacciono tanto?”

 

Il libro della delusione

In genere i romanzoni del 2000 che imitano quelli dell’Ottocento. E poi quelli di Mishima: “la morte è insopportabile per chi non deve vivere”! Ma dai…


Il libro per chi scrive

Gli scrittori italiani hanno assoluta necessità di fare i conti con il più grande filosofo della modernità, il maggior esperto di lombrichi e piccioni mai esistito, Charles Darwin, l’origine della specie. La nostra cultura umanista intasata di nostalgia, di retorica e idealismo impallidisce di fronte al ragionamento in progress sull’uomo e sull’ambiente, che Darwin ci consegna. Dopo Darwin sostituiamo, finalmente, la parola natura con cultura.


Il libro del futuro

I libri che studiano le neuroscienze. Tutto è nel nostro cervello, quindi, il mondo come volontà e rappresentazione.

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